Adema van Scheltema Poesie tradotte in italiano

Presento del poeta olandese Adema van Scheltema sei Poesie tradotte in italiano. L’eccellente traduttore Giacomo Prampolini scelse dalle Opere del poeta sei componimenti, dei quali ne tradusse due in poesia e quattro in proza. Pubblicò tutte e sei le poesie nel suo fuorilegio che uscì a Roma nel 1927.

Due poesie

Preghiera al sonno

Vieni buon sonno
negli occhi miei!
Culla il commosso
cuore ed acquietalo…
Nella tua ombra tuffami
portami in un soffio
alla tua cieca spiaggia!

Notte

Sopra la cupa terra,
la calma notte
accanto a me, la mite
luce in un sorriso.

Intorno spaiono le piccole
cose – io veglio
e quieto miro la mia
semplice opera.

E penso – e piango e –
mi sento solo…
dalle mie mani piano
fluisce via la vita.

Traduzioni in forma di proza

Il ramo

Quando è la quieta sera ed il villaggio più non bisbiglia, nel freddo cielo un ramo ancora si muove piano.

Quando al villaggio tutto dorme e gli scuri tetti si ergono rigidi, sotto le stelle si muove piano quel nero ramo.

Cosi, quando in me tutto è silenzio ed ogni vita è fuggita via, in fondo all’anima un nero ramo sembra si muova piano piano.

Pensiero di guerra

Anche noi che soltanto ascoltammo, sgomenti, quel finimondo, anche noi siamo stati feriti, marchiati dal fuoco!

Anche noi, che pur non combattemmo, perdemmo qualcosa nella lotta: perdemmo il nostro passato, come una sterile inutilità.

Oh, come sono lontani e lungamente vani gli anni dietro a noi! e quello che il futuro ancora ha da portare come ci sembra ora amaro e pauroso!

Onde

Onde, onde, prendetemi con voi, cullatemi nel vostro eterno essere! Fate che il mio spirito in voi guarisca e che io sia parte del vostro mare!

Si perda in voi il mio cuore! E nel vostro grembo rinasca – possa io appartenervi come una goccia del vostro coro!

Sazio della mia propria anima, prigioniero della mia finità, il mio infinito desiderio va verso il vostro irreale volto.

Stanco della mia umanità al confine di questo mondo, abbagliato dalla vostra fluttuante parvenza, da Voi imploro la vostra eternità.

Bosco autunnale

Il bosco-autunnale si consuma come un fuoco morto nel mattino sfavillante – oro ed azzurro.

Le gocciole, gioielli, aspettano di cadere in ogni goccia pende l’universo.

È come se ora per la prima volta scorgessi il mondo, e Dio e io ci scambiassimo un sorriso.

Tutto è dunque qui, in questa tacita luce? Dietro il vostro volto, che cosa c’è, o Signore?

Il poeta

Giacomo Prampoli introdusse la sua scelta di poesie del poeta olandese con queste parole:

«Una poesia deve essere un brano musicale in parole e pensieri, che possa essere sentito e compreso dal maggior numero possibile di nostri compatrioti». Questo è il canone di Adama van Scheltema in netto contrasto con l’individualismo della Nieuwe Gids: il poeta deve vivere nella società ed esserne come la bocca.

E infatti, come ad accompagnare la sua attività di socialista, egli ha pubblicato via via una dozzina di volumetti ove trasvolano leggere e ariose, canzoni, canzonette, Lieder d’intonazione popolare o almeno di fattura semplice e piana: spruzzi – direi – di poesia, con molta musìcalìtà e molta persuasione di rime – ma che un lettore straniero non riesce forse a gustare appieno.

Quando la semplicità rimane tale, gli spontanei accenti di Adama van Scheltema risuonano con penetrante efficacia, resistono anche all’urto della traduzione. Particolarmente pregevoli sono due fra gli ultimi volumetti: Zingende Stemmen (Voci canore, 1916) e De Keerende Kudde (Il gregge che torna, 1920).

Note ad Adema van Scheltema Poesie tradotte in italiano

  • Il traduttore dei componimenti di Adema van Scheltema è stato Giacomo Prampolini. Nella raccolta del 1927
  • L’edizione di VG
  • Informazioni biografiche sullo scrittore si possono trovare qui.
  • Sito DBNL.org
  • In un saggio del 1907 sulle fondamenta della poesia (De grondslagen eener nieuwe poëzie), si oppone all’idea dell’«arte per l’arte», sostenendo invece l’arte per il bene delle persone che ci circondano.
  • VG, 98 bundel Zwervers verzen 1904
  • VG,  107. derde druk, 1939 Uit Zwervers verzen.
  • (<<Golven», dal volume «Zingende stemmen»).
  • (Herfstbosch», dal volume «De Keerende Kudde »).
  • (Oorlogsgedachte, 1916).
  • Carel Steven Adama van Scheltema (Amsterdam, 26 febbraio 1877 – Bergen, 6 maggio 1924) è stato un poeta olandese. Prima di dedicarsi completamente alla letteratura studiò per un breve periodo medicina, divenne attore teatrale e gestì una galleria d’arte. Il 24 ottobre 1907 si sposò con Annie Kleefstra.

Gli originali

Bede om slaap

Kom aan mijn oogen!
Wieg mijn bewogen
Hart tot rust
Spoel me in uw schaduw
Blaas gij mij aan uw
Blinde kust

Nacht

Over de donkere aarde
Staat de stille nacht,
Bij mij is het bedaarde
Licht – dat glimlacht.

Om mij verdwijnen de kleine
Dingen – ik waak
En zie stil naar mijne
Eenvoudige taak.

En ik denk, en ik schrei even,
En ik voel mij alleen
Langs mijn handen gaat het leven
Stillekens heen.

 

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