Lucebert quattro poesie tradotte in italiano

Poeta e pittore: Lucebert quattro poesie tradotte in italiano. I componimenti furono tradotti verso la fine degli anni cinquanta e pubblicati nel 1959. Li riporto fuori dall’oblio.

Io cerco in modo poetico

lo cerco in modo poetico
Ciò significa
Acque della semplicità illuminate
Di esprimere
Lo spazio della vita completa

Se non fossi stato uomo
Uguale a moltitudine d’uomini
Ma se fossi colui che ero
L’angelo di pietra o fluido
Nascita e dissolvimento non mi avrebbero toccato
La strada dalla solitudine alla comunità
La strada pietre pietre bestie bestie uccelli uccelli
Non sarebbe tanto sudicia
Come ora appare nelle mie poesie
Istantanee di quella strada

Oggi ciò che sempre s’è chiamato
Bellezza bellezza ha il viso bruciato
Non consola più gli uomini
Consola le larve i rettili i topi
Ma spaventa l’uomo
E lo colpisce con la coscienza
Di essere una briciola sull’abito dell’universo

Non più soltanto il male
Il colpo mortale ci fa ribelli o umili
Ma anche il bene
L’abbraccio ci lascia disperati a tentare
Lo spazio

lo ho perciò cercato
La lingua nella sua bellezza
E allora ho udito che non aveva più d’umano
Che i balbettii dell’ombra
E della luce assordante del sole

Dammi schiudendoti

Dammi schiudendoti
Il tuo fiore insondabile il tuo bacio

Come un folle fuco galleggio
Sull’acquarello della sete

Di u e di a il tuo spazio
È saturo per il mio ansare

Di salire e respirare
È accumulato il mio corpo

E la mia voce gioca e batte le ali
Come un albero scuro alla fonte

Udite allora con le vostre mani affrettate
Allora il battito del vostro cuore
Sono un sogno buio nel sole
Sono l’uomo cento che abbraccia
Sono un cenno nelle nuvole

Pescatore di Ma Yuan

sotto nubi nuotano uccelli
sotto onde volano pesci
ma in mezzo il pescatore riposa

onde diventano alte nubi
nubi diventano alte onde
ma intanto il pescatore riposa

La fine

vecchio il tempo e molti uccelli nevicano
nel vuoto nella lontananza
si diventa stanchi e le voci
gelano anche sulle labbra più pure

ruvida e bassa procede la pioggia
dove sono andati i giorni chiari
dove sono rimaste le nuvole
ogni cosa è muta e di pietra

solo chi nell’angustia numerava gli elementi
curvo vibrando come le sferzate
dà l’ultimo suono: la canzone
ha vita eterna.

Note a Lucebert quattro poesie tradotte in italiano

Lucebert quattro poesie tradotte in italiano‘Lucebert’ è il pseudonimo di Lubertus Jacobus Swaanswijk (1924-1994). In quanto poeta era considerato il capostipite del movimento dei ‘Cinquantisti’, un gruppo di quindici poeti, che nel secondo dopoguerra iniziarono loro esperimenti di forma e di contenuto. I commenti di alcuni altri poeti erano negativi e talvolta addirittura sprezzanti. Lo scrittore Gerard Reve, che si autodefinì ‘scrittore del popolo’, usava il termine ‘woordkakkerij’ che vuole dire ‘cacata di parole’. Il poeta Bertus Aafjes, celebre per la sua raccolta ‘In cammino verso Roma’, scrisse il 13 giugno 1953 un articolo in cui si domandò ‘È la SS entrata marciando nella poesia?’ Un chiaro riferimento al passato del giovane Lucebert entusiasta fautore del nazismo. La stigmatizzazione di Lucebert ha avuto un effetto devastante sulla carriere poetica di Aafjes. Diversi anni più tardi i due poeti si sono riavvicinati.

 

Menno ter Braak: Carnevale dei borghesi

L’opera di ter Braak ha un carattere essenzialmente critico, non nel senso ristretto di critica letteraria, ma di critica totale verso ogni forma di vita e di pensiero. L’inizio del saggio Het Carnaval der Burgers, in italiano Menno ter Braak: Carnevale dei borghesi (1930) introduce senza preamboli nel cuore del pensiero di questo autore, sempre teso a smascherare le illusioni convenzionali allo scopo di riscoprire l’illusione nella sua freschezza di momento creativo. In un discorso filato e inesorabile egli traccia le linee essenziali che convergono nel paradosso della realtà, quelle di individuo e società, sempre separate, ma mai divise.

Menno ter Braak: Carnevale dei borghesi
Prima edizione.

Un frammento

«Noi» siamo la vittima dell’« io » impotente; «noi» siamo la fredda pietrificazione e la calda illusione dell’« io », Per questo il credo di queste righe è nato tra la pietrificazione e l’illusione, nato come ripulsa del « noi » e come amore per il « noi ».

«Noi» è il vuoto, vuotissimo titolo di questo secolo: il pluralis maiestatis del giornalista che nessuno conosce e la cui opinione non è richiesta. Ma «noi» è anche la flotta di veloci e obbedienti panfili, che all’unisono si piegano sotto le stesse raffiche di vento. «Noi» è la paura del bimbo che di notte si sveglia ad un’ora insolita ed è afferrato dal pensiero della morte: allora unico conforto è la presenza dei molti, degli altri. Sempre « noi », dopo la pace di Utrecht, abbiamo trascurato le nostre piazzeforti.

«Noi» danziamo, tutti, noi al carnevale, e «noi», noi tutti, abbiamo dopo la pesantezza di testa; e allora pensiamo «noi» che proprio con noi è arrivato o arriverà « l’uomo nuovo », «Noi» è il nostro primo ed ultimo gesto di tenerezza, e «noi» paghiamo le tasse.

« Noi» è il nostro carcere; «noi» ci perpetuiamo nei nostri figli; « noi» è la nostra libertà e il nostro andare verso l’orizzonte. « Noi»: insopportabile restrizione. «Noi»: magica espansione. «Noi»: ognuno ha due braccia, due occhi, un sol naso, o infinita ripetizione. «Noi»: nessuno è privo di un anelito alla comunione dei santi.

Noi siamo borghesi. Noi vorremmo essere poeti. « Noi» è la formula la più generale e comune per la convivenza delle pecore. « Noi» è la più profonda e triste attesa per unirsi e fondersi. « Noi» sono i confini inesorabili e l’opposizione contro tutti i confini.

Senza « noi» né frasi, né sonetti. Senza « noi» né guerre, né apostoli. Con «noi» esiste il mondo e per mezzo di «noi» esso continuerà a perire.

Vi sono notti di prima estate, in cui la pietrificazione del « noi» e l’illusione del « noi» sembrano concentrarsi ed annullarsi. Si erra solitari per i parchi delle grandi città e lungo le lontane sagome delle case si insinua ondeggiando un confuso canto di centinaia di radio, che resta sospeso tra i rami indolenti degli alberi attoniti, come aggrovigliata vegetazione di suoni. Ma le isole di verde e i freschi bacini degli stagni si oppongono ad ogni disturbo; la calda tenebra assorbe le note gracchianti delle stazioni trasmittenti.

I parchi vivono. Essi formano la sala da ballo del carnevale dei borghesi, che si festeggia qui con disinvolta allegria. L’oscurità è maschera e berretto a sonagli. Il grande fortino si muove e respira. Vi regna una legge che non si può eludere. Si desidera evitare la matematica degli uffici: uno più uno fa due con una somma incalcolabile: uno più uno fa uno. A coppie i borghesi entrano nel luogo della festa che già comincia a essere avvolto d’ombra, per immergersi nella notte, per poter far parte di un certo grado di follia.

Mani e braccia non sembrano più essere strumenti per scrivere, bensÌ soltanto prolungamenti di una forza cieca che alla luce del giorno si fa impacciata e timida, ma che invece risveglia degli eroi dopo il calar del sole. Nel cieco corteo verso la Coppia, all’improvviso è stato imprigionato un mondo che solo poche ore prima era immerso nell’elaborazione del bilancio annuale.

Lo stupido pensa che il sogno del « noi» sia ad un tratto divenuto fine ben compreso, mistica meditata di tutta una massa, tanto sicuramente essi si dirigono tutti ai vialetti ove le panchine attendono. Con la regolarità della vita aziendale, i singoli remano verso il « noi», ma si inteneriscono e non vedono più come accanto a loro e dietro a loro si stia compiendo lo stesso rito. I prati tremano sotto l’univocità del grido civilizzato dell’accoppiamento; ma gli individui si credono elevati e annullati nell’altro. In maniera appropriata, allo scopo, a greggi, essi vanno gioiosamente incontro all’annientamento di sé; e non si sentono per nulla toccati dal fatto di documentare tutti insieme una unica legge. Ogni impiegato si sente un dio trionfante, ogni dattilografa una ninfa affascinante.

Nelle chiare e profumate notti estive poetica è la fecondità della terra. Non si desidera altro che vivere, che ripetersi all’infinito. Il pensiero della morte è qui un’ombra irreale, anzi meglio: è un peccato. Per la vita panica, la morte non è vera; essa può anche afferrare, inaspettata – un amante uccide la sua amata per gelosia, sopraffatto da una impeto di collera violenta –, ma essa non è temuta. I borghesi non pensano a lei ed al Giudizio Universale, poiché essi ora sono davvero preda della morte e in attesa di giudizio. Essi cercano con passione sincera l’unico «noi», in cui confluiscono per loro pietrificazione e illusione. Essi cercano l’Altro.

Questo altro appartiene alla loro razza, cui appartengono milioni; è vestito come altri milioni vanno vestiti; linguaggio e gesti sono adattati alle convenzioni rassicuranti di migliaia di affini; non vi sono montagne da valicare per diventare «noi» insieme con quell’altro bipede. Anche l’altro è un pietrificato; è stato educato con determinati luoghi comuni mediante i quali ci si può comprendere a vicenda, sui quali si può avere intesa: c’è una base di elementare solidarietà… Ma ora si danza con quell’altro al carnevale; scomparso è il borghese, l’altro, anche lui. .. potrebbe essere un altro.

Non si sono visti mai occhi così profondi, mani così slanciate; si affida la propria sorte a quelle mani irrepetibili, si crede, in migliaia di luoghi allo stesso tempo nella notte estiva, ad un incontro predisposto; nessuno si veste cosÌ, nessuno parla così come l’altro, l’unico di migliaia, il caso della lotteria! L’illusione è arrivata e per incanto da uno qualsiasi ha creato l’unico.

Chiamalo un miracolo, chiamalo circolo vizioso. Chiamalo poesia della fecondità o fecondità della poesia… Poiché non appena dalle migliaia di altri l’unico e irrepetibile Altro è stato creato per illusione, allora l’illusione deve diventare possesso. E nella notte estiva le migliaia saltano addosso alla loro preda, per possedere l’illusione. Diventare « noi», uscire dai limiti, uno più uno fa uno: questo è il carnevale dei borghesi, con la sbornia e il mal di testa. Una volta, forse dopo una sola notte di carnevale, forse dopo anni, arriva la scoperta che non si può possedere l’illusione, senza l’amaro sapore del possesso. Il possesso è pietra…

Di nuovo il «noi» come pietrificazione ed il «noi» come illusione si evitano. Il carnevale è finito, il Giorno delle Ceneri si gettano le maschere. Esiste un mondo diverso da quello dei parchi estivi, ove il transeunte pare eterno, dove la mistica dei borghesi ha un certo passo. La Coppia è nata, è incontestabilmente presente, ha lasciato dietro di sé il momento dell’illusione. Si è chiuso il circolo vizioso: proprio nella pietrificazione è nata l’illusione e dall’illusione nacque la pietrificazione… Nei caffè si incontrano queste coppie pietrificate, una donna acida e velenosa, un tipo grasso e soddisfatto di sé, che seduti zitti e con aria assente a un tavolino, covano per ore intere peccati che non hanno coraggio di compiere.

Le strade sono piene di tipi come loro, ma nei parchi essi evitano i vialetti e le panchine. Da un tale annullamento nell’altro così trionfalmente accettato, nacque un odio, sia pure inespresso, per lo sporco inganno dell’illusione. «Noi» è diventato realtà, «noi» è diventato noia; l’altro, proprio quell’altro, si è logorato ormai da tempo diventando un altro, diventando un esemplare di migliaia di altri, che egualmente avrebbero potuto venir scelti. E perché non quelle migliaia di altri e perché invece proprio quella tal creatura cui si è restati attaccati? .. E gli occhi dell’uomo errano verso la sorniona illusione creata dagli anni avanzati, mentre la donna va a caccia del favore dei figli. Illusione a tutti i costi… Ma il circolo vizioso è chiuso ormai da tempo e le gioie si fanno più vuote.

Ogni carnevale ha un Mercoledì delle Ceneri sempre più nero. Al carnevale, tempo di slancio e di cecità dinnanzi alla ripetizione, seguono monotone quaresime; carnevale e quaresima stanno in rapporto come illusione e pietrificazione.

Carnevale: istante, ubriacatura, sogno, fantasia… «noi».

Quaresima: ripetizione, regola, risveglio, convenzione… «noi».

Borghesi che vogliono diventare poeti. Poeti che non si liberano mai dal loro stato di borghesi.

Note a Menno ter Braak: Carnevale dei borghesi

  • Di Menno ter Braak è disponibile in italiano: Il nazionalsocialismo come dottrina del rancore. Sant’Oreste: Apeiron Editori, 2019. Cliccare qui.
  • Il testo riportato si trova nell’Antologia delle letterature del Belgio e dell’Olanda. Milano: Frattelli Fabbri Editori, 325-328.
  • L’originale in: Menno ter Braak, Verzameld Werk. Amsterdam: G.A. van Oorschot, 1950, vol. I, pp. 11-14. Traduzione di G. Antonelli.

 

Scrittori e scrittrici nederlandesi (olandesi) tradotti

Scrittori e scrittrici nederlandesi tradotti in italianoQuesta pagina contiene due elenchi di autori di lingua nederlandese tradotti in italiano. Autori attivi a partire del 1900. Il primo elenco è al momento il più contenuto. Il link vi porta alla pagina d’Autore o un testo di poesia o proza tradotto. Il secondo elenco offre un po’ meno di duecento nomi di Scrittori e scrittrici nederlandesi (olandesi) tradotti in italiano. Mancano sicuramente alcuni nomi ma col tempo arriveranno.

Il primo elenco

Gerrit Achterberg (1905-1962) Poesia: Alluvione
Hans Andreus (1926-1977) Poesia: La città
Menno ter Braak (1902-1940) Proza: Carnevale dei borghesi
Jan Campert (1902-1943) Poesia: La ballata dei diciotto morti
Louis Couperus (1863-1923) Proza: La potenza occulta.
Willem Frederik Hermans (1921-1995) Proza: La pin-up girl
Aart van der Leeuw (1876-1931) Racconto: Bellezza
Jacobus van Looy (1855-1930) Racconto: La morte della mia gattina
Lucebert (1924-1994) Poesia: Quattro poesie
Marga Minco (n. 1920) Pagina d’Autore
Harry Mulisch (1927-2010) Frammento del romanzo Il talamo di  pietra. + Elogio della terra di nessuno.
Martinus Nijhoff (1894-1953) Poesia: Il terzo mondo.
Arthur van Schendel (1874-1946) Pagina d’Autore. Racconto: Chiaro di Luna. Dal romanzo L’uomo dell’acqua.
August Vermeylen (1872-1945) Racconto: Ahasvero
Albert Verwey (1865-1937) Pagina d’Autore + Due sonnetti

Il secondo elenco

  • A
    Bertus Aafjes (1914-1983)
    Kader Abdolah (n. 1954)
    C.S. Adema van Scheltema (1877-1924)
    Adwaita (J.A. dèr Mouw) (1863-1919)
    Albe (1902-1973)
    Margot Antink (1986-1957)
    Pieter Aspe (1953-2021)
  • B
    Gerbrand Bakker (n. 1962)
    Abdelkader Benali (n. 1975)
    H.C. ten Berge (g. 1938)
    Willem ten Berge (1903-1969)
    J. Bernlef (1937-2012)
    Anna Blaman (1905-1960)
    Jakobus Cornelis Bloem (1887-1966)
    Louis Paul Boon (1912-1979)
    Hafid Bouazza (1970-2021)
    Khalid Boudou (n. 1974)
    Louis de Bourbon (1908-1975)
    Pieter Cornelis Boutens (1870-1943)
    Ferdinand Bordewijk (1884-1965)
    Stefaan van den Bremt (g. 1941)
    H.M. van den Brink (n. 1956)
    Jan Brokken (g. 1949)
    Jeroen Brouwers (n. 1940)
    Pieter G. Buckinx (1903-1987)
    C. Buddingh (1918-1985)
    Frans Buyle (1913-1977)
    Gaston Burssens (1896-1965)
    Cyriel Buysse (1859-1932)
  • C
    Remco Campert (n. 1929)
    Simon Carmiggelt (1913-1987)
    Hugo Claus (1928-2008)
    Giuseppe Cocomazzi
    Herman de Coninck (1944-1997)
    Marcel Coole (1913-2000)
  • D
    Maria van Daalen (n. 1950)
    Johan Daisne (1912-1978)
    Bert Decorte (1915-2009)
    Jules Deleu (n. 1937)
    M. Dermoût (1988-1962)
    Adriaan van Dis (n. 1946)
    Anthonie Donker (1902-1963)
    A. den Doolaard (1901-1994)
    Renata Dorrestein
    Charles Ducal (n. 1952)
    Arjen Duinker (n. 1956)
    Gerhard Durlacher (1928-1996)
  • E
    Frederik van Eeden (1860-1932)
    Willem Elsschot (1882-1960)
    Jan A. Emmens (1924-1971)
    Jan Engelman (1900-1972)
  • F
    Hans Faverey (1933-1990)
    Trijntje Fop (Kees Stip) (1913-2001)
    Ed. Frank (n. 1941)
  • G
    Eva Gerlach (g. 1948)
    Ida Gerhardt (1905-1997)
    Peter van Gestel (1937-2019)
    J.J. van Geuns (1893-1959)
    Guido Gezelle (1830-1899)
    Blanka Gijsefen (1909-1959)
    Marnix Gijsen (1899-1984)
    Maurice Gilliams (1900-1982)
    Ruben van Gogh (n. 1967)
    Herman Gorter (1864-1929)
    Guillaume van der Graft (1920-2010)
    Jan Greshoff (1888-1971)
    Arnon Grunberg (+ ps. Marek van der Jagt) (g. 1971)
    Luuk Gruwez (n. 1953)

H – O

  • H
    Hella Haasse (1918-2011)
    Jacob Israél de Haan (1881-1924)
    Anton Haakman (1933-2020)
    Hans Hagen (n. 1955)
    Jan Hanlo (1912-1969)
    Maarten ‘t Hart (n. 1944)
    Miriam van Hee (n. 1952)
    Herman Heijermans (1864-1924)
    Herwig Hensen (1917-1989)
    Raymond Herreman (1896-1971)
    Stefan Hertmans (n. 1951)
    Ineke Holzhaus (n. 1951)
    Ed. Hoornik (1910-1970)
    Roel Houwink (1899-1987)
    Pol Hoste (n. 1947)
  • I
    Moses Isagawa (n. 1963)
  • J
    Arthur Japin (n. 1956)
    Karel Jonckheere (1906-1993)
    Roland Jooris (n. 1936)
  • K
    H.W.J.M. Keuls (1883-1968)
    Hanna Kirsten (n. 1947)
    Willem Kloos (1859-1938)
    Herman Koch (n. 1953)
    Balbo C. KooI
    Rutger Kopland (1934-2012)
    Tim Krabbé (n. 1943)
    Guus Kuijer (n. 1942)
    Jan Kuijper (n. 1947)
    Wiel Kusters (n. 1947)
    Eric de Kuyper (n. 1942)
    Sjoerd Kuyper (n. 1952)
  • L
    Hubert Lampo (1920-2006)
    Prosper van Langendonck (1862-1920)
    Tom Lanoye (n. 1958)
    Jan Hendrik Leopold (1865-1925)
    Hans Lodeizen (1924-1950)
  • M
    Gwij Mandelinck (n. 1937)
    Hendrik Marsman (1899-1940)
    Geerten Meijsing (1950)
    Hanny Michaelis (1922-2007)
    K. Michel (n. 1958)
    Ivo Michiels (1923-2012)
    Neeltje Maria Min (n. 1944)
    Richard Minne (1891-1965)
    Wies Moens (1898-1982)
    Bart Moeyaert (n. 1964)
    Maurits Mok (1907–1989)
    Margriet de Moor (n. 1941)
    Adriaan Morrién (1912-2002)
    Achilles Mussche (1896-1974)
  • N
    Alice Nahon (1896-1933)
    Jan van Nijlen (1884-1965)
    Leonard Nolens (n. 1947)
    Cees Nooteboom (n. 1933)
  • O
    Jona Oberski (n. 1938)
    Karel van den Oever (n. 1879-1926)
    Paul van Ostaijen (1896-1928)
    Willem Jan Otten (n. 1951)

P – Z

  • P
    Connie Palmen (n. 1955)
    Bert Peleman (1915-1995)
    Willem L. Penning (1840-1924)
    E. du Perron (1899 -1940)
    Ilja Leonard Pfeijffer (n. 1968)
    B. Plouvier (n. 1960)
    Chaja Polak (n. 1952)
    Jacques Presser (1899-1970)
  • Q
    Anton Quintana (1937-2017)
  • R
    Gerard Reve (1923-2006)
    Paul Rodenko (1920-1976)
    Maurice Roelants (1895-1966)
    Willem M. Roggeman (n. 1935)
    Adriaan Roland Holst (1888-1976)
    Henriëtte Roland Holst (1869-1952)
    Adriaan de Roover (1923-2016)
    Arthur Kamiel Rottiers (n. 1920)
    Erik van Ruysbeek (1915-2004)
  • S
    Carel Scharten (1878-1950)
    Annie M.G. Schmidt (1911-1995)
    Rob Schouten (n. 1954)
    C. Schouwenaars (n. 1950)
    Jan Simoen (1953-2013)
    Jan Jacob Slauerhoff (1898-1396)
    Annie M.G. Schmidt (1911-1995)
    Herman van Snick (1914-2002)
    Paul Snoek (1933-1981)
    Erik Spinoy (n. 1960)
    Rosita Steenbeek (n. 1959)
    Stein Streuvels (18711969)
    Hélène Schwart (1859-1941)
    Lize Spit (n. 1988)
  • T
    Herman Teirlinck (1879-1967)
    Felix Timmermans (1887-1947)
    Willem van Toorn (n. 1935)
    F.V. Toussaint van Boelaere (1875-1947)
    Julia Tulkens (1902-1995)
  • V
    Margaretha Vasalis (1909-1998)
    Annelies Verbeke
    Jan Vercammen (1906-1984)
    Karel Verleyen (1938-2006)
    Simon Vestdijk (1886-1971)
    Carolijn Visser (n. 1956)
    Eddy van Vliet (1942-2002)
    Bert Voeten (1918-1992)
    Urbain van de Voorde (1893-1966)
    Kaat Vrancken (n. 1957)
    Anke de Vries
    Hendrik de Vries (1896-1989)
    Theun de Vries (1907-2005)
  • W
    Jacqueline E. van der Waals (1868-1922)
    Gerard Walschap (1898-1989)
    Ellen Warmond (1930-2011)
    Johan W.F. Werumeus Buning (1891-1958)
    Tommy. Wieringa (n. 1967)
    Anton van Wilderode (1918-1998)
    Leon de Winter (n. 1954)
    Augusta de Wit (1864-1939)
    Henk van Woerden (n. 1947)
    Karel van de Woestijne (1878-1929)
  • Z
    Annejet van der Zijl (n. 1962)

 

Etty Hillesum Bibliografia generale

Etty Hillesum Bibliografia generale

La pagina seguente offre informazioni su uno strumento di lavoro assai utile: la “Etty Hillesum Bibliografia generale”. La Bibliografia fornisce in primo luogo i riferimenti precisi alle edizioni degli scritti di Etty Hillesum, a partire dalla prima pubblicazione che uscì nell’autunno del 1943. In secondo luogo propone l’elenco delle traduzioni finora realizzate. Per ultimo vi sono in ordine alfabetico d’autore i libri e gli articli dedicati all’opera e la persona della Hillesum. Klaas A.D. Smelik raccoglie da molti anni ormai le informazioni bibliografiche che riesce a rintracciare e che i molti studiosi da tutto il mondo gli fanno avere.

Il documento è stato aggiornato e preparato nel mese di giugno del 2020. Comprende in totale 59 pagine. Il file è scaricabile in formato pdf: Bibliography.

L’Annuario ‘Cahiers Etty Hillesum’

Nella primavera del 2020 è stato pubblicato nei Paesi Bassi il primo numero del nuovo annuario Cahiers Etty Hillesum. È la continuazione della precedente serie Etty Hillesum Studies – vedi il paragrafo seguente. L’intento dei Cahiers è di offrire una piattaforma per la pubblicazione dei risultati delle ricerche condotti sull’opera e l’ambiente culturale-storico della scrittrice. Ai Cahiers è dedicato anche un sito web. Per ora però solo in nederlandse. Ecco il link: Cahiers Etty Hillesum. I numeri usciti finora sono:

  1. Etty Hillesum over God en lot. (Oud-Turnhout, Gompel&Svacina, 2023). Vedere qui per i dettagli.
  2. Etty Hillesum en haar zoektocht in oorlogstijd. (Oud-Turnhout, Gompel&Svacina, 2021). Vedere qui per i dettagli.
  3. Etty Hillesum en de receptie van haar dagboeken. (Oud-Turnhout, Gompel&Svacina, 2020). Vedere qui per i dettagli.

L’Annuario precedente: ‘Etty Hillesum Studies’

La serie Etty Hillesum Studies fu pubblicato dal Etty Hillesum Onderzoekscentrum (EHOC) di Middelburg. L’allora fondatore e direttore dell’EHOC Klaas A.D. Smelik ne fu anche il caporedattore. Dal 2011 prese la forma e la regolarità di un annuario. Uscirono in totale dieci numeri. Segue l’elenco completo:

  1. Etty Hillesum in facetten (Budel, Damon, 2003) Copertina
  2. Etty Hillesum in context (Assen, Van Gorcum, 2007) Copertina
  3. Etty Hillesum in discours (Gent, Academia Press, 2011) Copertina
  4. Etty Hillesum in perspectief (Gent, Academia Press, 2012) Copertina
  5. Etty Hillesum in relatie (Gent, Academia Press, 2013) Copertina
  6. Etty Hillesum 1914-2014 (Antwerpen/Apeldoorn, Garant, 2014) Copertina
  7. Etty Hilesum weer thuis in Middelburg (Antwerpen/Apeldoorn, Garant, 2015) Copertina
  8. Etty Hillesum in weerwil van het Joodse vraagstuk (Antwerpen/Apeldoorn, Garant, 2016) Copertina
  9. Etty Hillesum en het pad naar zelfverwerkelijking (Antwerpen/Apeldoorn, Garant, 2017) Copertina
  10. Etty Hillesum en de contouren van haar tijd (Oud-Turnhout, Gompel&Svacina, 2018) Copertina